C’è chi d’inverno sogna e si gode la neve e c’è chi d’inverno sogna i 30 gradi e qualche volta riesce a goderseli cambiando emisfero. Nei piani di questo inverno 2020/2021 non c’è molta possibilità di concretizzare un viaggio al di sotto dell’equatore, ma sognare, quello si può sempre, anzi si deve e magari da fantasticheria onirica diventa pure realtà, magari già il prossimo inverno. Mettendo insieme i concetti di inverno e di spiaggia assolata con palma, il primo posto che mi echeggia nella testa, è Rio. Rio de Janeiro, la cidade maravilhosa.

Famosa per le sue spiagge, il carnevale e l’allegria dei suoi abitanti, i cariocas, Rio è considerata una delle città più belle del mondo. Incastonata nella Baia de Guanabara, si staglia tra il mare e la montagna ed è circondata da una rigogliosa quanto inaspettata natura. Una delle metropoli più grandi del mondo vede coesistere nel proprio tessuto urbano foreste tropicali e svettanti grattaceli; due realtà solitamente inconciliabili si fondono in armonia per dare vita a un paesaggio sorprendente e unico al mondo.

Rio de Janeiro è meta dei sogni di molti viaggiatori e unico amore dei carioca; molti brasiliani partono in cerca di nuove esperienze ma fanno sempre ritorno abbandonati alla forte saudade che questa città è in grado di suscitare. Una città che lascia il segno e che offre molte attrazioni, eccone 5 assolutamente da non perdere e da inserire nella tabella di marcia del vostro prossimo viaggio a Rio.

 

1. Cristo Redentore

Considerato il simbolo della città e in più in generale di tutto il Brasile, il Cristo Redentor è la statua in stile Art Déco che dal 1931 domina dal Corcovado, una montagna di circa 700 m.l.s.m., tutta la città. La statua, alta 38 metri, è raggiungibile attraverso la centenaria ferrovia del Corcovado, la prima ferrovia elettrica del paese, oppure percorrendo i sentieri trekking che attraversano la bellissima foresta di Tijuca, facente parte dell’omonimo parco nazionale. Una volta giunti in cima al Corcovado, lo spettacolo è assicurato.

22° 57′ 7.012″ N – 43° 12′ 38.084″ E

2. Pan di Zucchero

La forma di questo monte alto poco meno di 400 metri ricorda quella di un tradizionale dolce locale, dal quale trae origine il nome. Il monolite di origine granitica, svetta nella baia elevandosi direttamente dall’oceano Atlantico da più di 600 milioni di anni ed è avvolto da una vegetazione tipicamente tropicale ospitando specie relitte della foresta atlantica, estinte nel resto della costiera brasiliana. Raggiunta la sommità del Pan di Zucchero grazie alla teleferica, bondinho, il punto di vista sulla città di Rio è eccezionale.

3. Ipanema

«A moça dourada, misto de flor e sereia, cheia de luz e de graça… », una ragazza con l’abbronzatura dorata, un misto di un fiore e di una sirena, piena di splendore e di grazia… Così Vinicius de Moraes e Tom Jobim celebravano la bellezza e fascino carioca nella canzone di bossa nova più nota al mondo, Garota de Ipanema. E’ in questo quartiere che è facile cogliere il bel vivere brasiliano, gallerie d’arte, negozi alla moda, ristoranti raffinati e bar tradizionali costellano e animano le sue strade. Ma è la spiaggia il vero fulcro della vita cittadina: più di due chilometri e mezzo di sabbia bianca frequentata da artisti, surfisti, universitari e dai più bei “corpi” di Rio; molti carioca si danno qui appuntamento per praticare sport, riposare dopo il lavoro, ammirare il meraviglioso tramonto.

4. Scalinata Selaron

A cavallo tra il quartiere di Lapa e di Santa Teresa si trova l’eclettica Escadaria Selaron, gradinata dai mille colori che rispecchia il brio e la solarità del popolo carioca. 215 scalini ornati da mosaici e mattonelle variopinte provenienti da tutto il mondo, è opera artistica del cileno Jorge Selaron che nel 1990 diede inizio al suo progetto e volle così ringraziare il popolo brasiliano che lo aveva accolto con tanta generosità. Il colorato tributo è occasione per visitare anche Lapa e Santa Teresa, due quartieri dalla squisita atmosfera bohémienne.

 

5. Maracanà

Come è noto, il calcio in Brasile è parte integrante della cultura e sarebbe un errore declassarlo a mero sport. E’ una filosofia di vita, momento di unità nazionale, occasione di rivalsa e speranza di una vita migliore; questo sport pervade molti aspetti della vita di un brasiliano e lo stadio Maracanà non rappresenta quindi soltanto un’arena dove si disputano incontri sportivi. Anche se il calcio non è lo sport che preferite, questo vero e proprio tempio sportivo inaugurato nel 1950, merita una visita.

Boa viagem!

Penna di Benedetta Perissi

 

La colonna sonora per esplorare questi luoghi?

 

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