LE SCARPE DA TREKKING - Andare a Zonzo

LE SCARPE DA TREKKING

Arcani e realtà nella scelta delle scarpe da trekking

Scarpe da trekking Fitwell

Penso che parlando di materiali, nulla come le scarpe da trekking o da escursionismo siano avvolte da un alone di mistero fitto e apparentemente impenetrabile.
Quanto tempo è passato dalle pelli del paleolitico superiore, dalle scarpe di Ötzi, oppure dalle scarpe in cartone pressato o in cuoio di quarta scelta dei militari del 1915-1918, che valorosamente hanno affrontato gli inverni dolomitici.

E’ passato molto tempo anche dagli anni in cui furono introdotte delle vere rivoluzioni nello sviluppo dei materiali, aiutate anche dal passaggio di sempre maggiori informazioni fra i differenti settori sportivi-disciplinari della montagna.

Scarpe da trekking La Sportiva

Partendo col piede giusto, mi sento di dire che molto attiene a una questione di filosofia. C’è chi si aspetta dalla scarpa da trekking una sorta di succursale della pantofola domestica e chi invece scavando, vuole vederci essenzialmente uno strumento solido, efficiente e soprattutto sicuro al quale affidare milioni di passi, da compiersi in libertà e tranquillità negli ambienti outdoor che preferiamo.

Io, lo dico in anticipo, non appartengo alla filosofia della pantofola!
Ogni scarpa è diversa dall’altra. Ognuno di noi è diverso dagli altri, e cambiamo moltissimo anche solo da un giorno all’altro, in base alle stagioni e alle temperature esterne, in base all’alimentazione che abbiamo e a come ci sentiamo fisicamente di giorno in giorno.
Ogni piede è diverso dall’altro, anche se parliamo dei due piedi della stessa persona. Questi sono fattori del tutto naturali.
Sapere quindi che non v’è certezza assoluta o verità scientifica dietro alla percezione di noi stessi è un buon punto d’inizio.

Il primo fattore di scelta è il dove andremo a camminare, non secondario, subito dopo, è il quando, inteso come stagione dell’anno.
Una scarpa per fare tutto non esiste, purtroppo. Estate e inverno, altitudine e presenza di neve e/o ghiaccio, piovosità media, basse temperature, impongono la costruzione di calzature con
architetture e strutture molto diverse fra loro e soprattutto diversissime da quelle che ci sentiremmo liberi di usare in tarda primavera o in estate, su di un verde alpeggio fiorito.

Venendo alle caratteristiche indispensabili, prenderei in esame due casi estremi e opposti, che potrebbero andare a costituire i due criteri di scelta fondamentali per coprire tutte e quattro le stagioni:
Tipologia 1:
Scarpa utilizzabile da Maggio a Ottobre inclusi e fatte le dovute eccezioni stagionali.
Tipologia 2:
Scarpa utilizzabile da Novembre ad Aprile inclusi e fatte le dovute eccezioni stagionali.
(In entrambi i casi ci si riferisce alle nostre latitudini, per intenderci nella fascia che va da Roma a Bolzano e fino ai 3000-3200 metri di altitudine s.l.m.)

Gli elementi sui quali ritengo non si possa fare nessun compromesso, in tutte le stagioni sono i seguenti:

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Suola:
La tacchettatura deve essere profonda, a spigolo vivo, netta, realizzata in Vibram (o altra mescola simile) e aggressiva nella presa al suolo. Ancor più importante: deve essere sufficientemente spessa e, combinata all’intersuola, non deve far sentire ogni singolo sassolino o sconnessione del suolo. In pratica, se ad ogni passo potete contare i sassolini sotto i vostri piedi, dovrete pensare di cambiare scarpa.
Sottopiede:
Caratterizza la parte a contatto con la suola, deve essere rigorosamente anti-torsione.
Tomaia:
Deve essere completamente rivestito da membrana E-vent oppure Gore-Tex; le due sono analoghe nella funzione di traspirabilità e idrorepellenza. Fondamentali i materiali abbinati, le migliori usano cordura + pelle lavorata o al limite inserti in kevlar e materiali hi-tech.
Soletta:
Costituisce la sola parte confortevole della nostra calzatura, è importante che sia di tipo microporosa, ammortizzata e leggera e/o airmove.
Fianchi:
La calzatura deve coprire i malleoli impedendo gli urti diretti e deve possedere una grande rigidità alla torsione (longitudinale) e alla flessione (laterale) in modo da fungere da ausilio e freno e non da trampolino per le storte, ma anche per i passaggi stretti su suolo altamente inclinato e sdrucciolevole.
Scarpe da trekking SalewaAllacciatura:
Questa zona deve essere in grado di espellere il calore e deve possedere doti di buona modulabilità. Infine i lacci devono poter essere estremamente modulabili, così da assecondare le differenti necessità durante le salite e le discese, ma anche le fasi di cosiddetto riposo in cammino per alleggerire i piedi, pur sempre mantenendoli al sicuro da infortuni.

Basti ricordare che una scarpa più strutturata, alta e indicata a percorsi sconnessi, a parità di caratteristiche elencate qui sopra, sarà più adatta all’escursionismo da novembre ad aprile (tipologia 1), mentre una scarpa appena più leggera, ma leggermente meno alta, potrà coprire benissimo le esigenze primaverili ed estive (tipologia 2).

Una considerazione finale riguarda il modo di alternare le calzature in base a come ci sentiamo e il fatto di avere almeno due tipologie di scarpe diverse.
Ho trovato nella specificità di utilizzo una chiave del successo, alternando le scarpe in base all’itinerario da affrontare.
La tranquillità che ne deriva consente di poter affrontare bene anche trekking prolungati per più giorni e molto frequenti.

Ora inizia la fase più divertente: ricerca e poi utilizzo delle nostre scarpe preferite.

Buon viaggio!

Scritto da Pietro.

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