Monviso, mon amour - Andare a Zonzo

Allo sfiorarsi del territorio italiano con quello francese, le Alpi Cozie segnano naturalmente il confine tra i due paesi con la loro cresta alpina. Al restar al di qua della cresta, una vetta si erge imponente toccando quasi i 4.000 mt. di quota, la più alta delle Alpi Cozie, inconfondibile col suo portamento piramidale e visibile anche a distanza di centinaia di chilometri, il Monviso. Visibile, nelle giornate più terse, dal Duomo di Milano. Proprio per la sua altezza che lo fa staccare di circa 500 metri i rilievi nelle sue vicinanze e che lo rende ben riconoscibile da lunghe distanze, deriva il suo nome Monviso, dal latino Mons Vesulus, “montagna ben visibile”. In occitano Vísol (‘vizʊl); si trova nelle meravigliose, selvagge, terre occitane.

L’Occitania è una nazione-non nazione, il cosiddetto “Paese che non c’è”, ma è sicuramente una realtà che abbatte i confini degli Stati e attraversa parte del nord ovest italiano, il sud della Francia e una piccolissima porzione del nord est della Spagna, dalle Alpi all’Atlantico. Un territorio che condivide un’identità fatta di tradizioni, sapori, linguaggi, musiche. Il Monviso svetta in mezzo a questa ricchezza culturale delle valli occitane del Piemonte, più precisamente nel cuneese.

Patrimonio UNESCO dal 2013, è conosciuto anche come il Re di Pietra, il titano di roccia calcarea e dolomitica alternata a marmi, circondato da tre valli: la Val Varaita, la francese Valle del Guil/Queyras e quella del Po. Proprio alle sue pendici si trova la sorgente del Po, il fiume più lungo d’Italia e che dà origine alla Val Padana.

La natura che lo ricopre e lo circonda che sembra voler custodire con la sua imponenza, intimorendo chiunque si trovi al suo cospetto inducendolo a fare una spontanea riverenza di devoto rispetto e soggezione, è tutelato anche dall’area naturale del parco del Monviso.

L’ente parco, fra le sue realtà di maggiore pregio naturalistico, comprende il massiccio con le sue cime Visolotto, Udine, Venezia, Roma e Viso Mozzo, il bosco dell’Alevé in Valle Varaita, che accoglie la formazione di pino cembro più grande dell’arco alpino, e la riserva naturale della grotta di Rio Martino.

Trekking sul Monviso nelle Alpi
Trekking sul Monviso nelle Alpi

I fianchi del Monviso ospitano una ricca fauna selvatica; molti e anche facilmente avvistabili sono gli stambecchi e i camosci che si inerpicano sulle sue vertiginose pendenze, presente anche una specie di anfibio endemico e molto sensibile alle alterazioni ambientali, la Salamandra di Lanza, dal caratteristico colore nero liquirizia.

Tutta l’area è solcata da numerosi sentieri e vie alpinistiche, per toccare con mano, anzi con piede, la sua natura selvaggia e suoi paesaggi alpini straordinari. Molti sono gli alpinisti che si sono cimentati nell’ascensione al Monviso, principalmente lungo la parete sud, sulle orme dei primi scalatori che intrapresero la salita.

Trekking sul Monviso nelle Alpi
Trekking sul Monviso nelle Alpi

In particolare, Quintino Sella, economista, politico italiano e alpinista, guidò la prima cordata tutta tricolore alla conquista della vetta del Monviso. Durante l’ascesa prese forma dentro di lui l’idea di creare un club per promuovere la cultura alpina, il C.A.I., il Club Alpino Italiano, che poi fondò nel 1863. Nome ed evento ricordato dall’omonimo rifugio, costruito tra il lago Grande di Viso e il lago di Costagrande, in una posizione di particolare suggestione e bellezza.

Una montagna testimone di grandi imprese e musa di molte storie, libri ed anche film come Monviso mon amour di Fabio Gianotti o il romanzo di Fabrizio Borgio La ballata del re di pietra: Martinengo indaga sul Monviso. Pagine o pellicole per iniziare ad assaporare questo spettacolare, maestoso territorio prima di compierci un navago di esplorazione e selvaggia libertà.

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